18 settembre 2015

Recensione: Half Bad di Sally Green

Salve Lettori,
ringrazio tutte le persone che sui social si sono interessate allo stato di mia madre in questi giorni, non c'è nulla di nuovo purtroppo, ma domani finalmente si opererà e il problema sarà definitivamente, almeno si spera, eliminato. L'ansia è alle stelle, non è la prima volta che succede, ma penso sia naturale avere un po' di paura essendo anche lontano da lei e non poterla vedere fisicamente. Supereremo anche questa.
Parliamo di libri, ne ho letto uno proprio succulento e a proposito... è più di un mese che non recensisco!
Era da tanto che volevo leggere questo romanzo, ma tra un'uscita e l'altro l'ho perso quasi subito di vista, appena però sono venuto a conoscenza della pubblicazione del secondo volume ho deciso che era il momento di prendere in mano il libro. Il caso ha voluto che le copie di Half Bad, per un certo periodo, fossero introvabili e molti in strada mi avranno visto girare come un pazzo tra librerie e bancarelle dell'usato alla disperata ricerca di una copia. Alla fine mi ero rassegnato e guardavo malinconico la mia copia del secondo volume, Half Wild; ma qualche giorno fa ho ricevuto la grazia e il romanzo era di nuovo disponibile nella mia libreria.
L'ho acquistato. L'ho letto tutto d'un fiato e ho trovato molto originale la storia e lo stile che l'autrice ha utilizzato.
cliccando sulla cover verrete riportati al sito dove potrete acquistare il romanzo
Titolo: Half Bad
Autrice: Sally Green
Pagine: 390

Trama: In una Londra contemporanea e alternativa dove la magia esiste, Incanti bianchi e neri combattono una guerra millenaria e spietata. Appartenere a un fronte definisce il proprio ruolo nel mondo, decreta i nemici, garantisce compagni e alleati. Nathàn vive in una zona grigia: figlio di un'Incanto Bianca e dell'oscuro più crudele mai esistito, spaccato a metà, vessato dalla sorellastra con cui è cresciuto, controllato dal Concilio che non si fida di lui, in perenne bilico tra le due facce della sua anima. Nathan in realtà è soltanto molto solo, e spaventato: intrappolato in una gabbia, ferito e in catene, deve fuggire prima del suo sedicesimo compleanno, o morirà. E anche se non vuoi lasciarti andare, è difficile rimanere aggrappati alla metà bianca quando non ti puoi fidare della tua famiglia, e forse nemmeno della ragazza di cui ti sei innamorato.
Quando ho deciso di leggere questo romanzo non sapevo a cosa stavo per andare in contro e mai avrei immaginato di entrare così in contatto con i personaggi, rimanendo alzato fino a tardi per leggerlo tutto d'un fiato. Half Bad è una calamitta per lettori. L'ho conosciuto tramite alcuni booktuber italiani ( tra cui Fairy With Hobbit Feet   e L'Angie & Giovy's diary ), non sapendo quasi nulla della trama ho deciso di dare retta a questi consigli e mi sono buttato nella lettura del romanzo.
Jessica si gira verso di me e mi spiega. «Dopo la nascita di Arran, Madre e Padre non volevano altri bambini. Avevano dato via la culla, il passeggino e tutte le cose da neonato. Quel bambino non era voluto e deve dormire su un cuscino, in un cassetto, con addosso una vecchia tutina sporca di Arran. Nessuno gli compra giocattoli o regali, perché tutti sanno che non è voluto. Nessuno dà a Madre regali, fiori o cioccolata, perché sanno tutti che lei questo bambino non lo voleva. Un bambino così non lo vuole nessuno. Madre riceve solo un biglietto, che però non dice “Auguri”.»
Silenzio. «Vuoi sapere che diceva?»
Scuoto la testa. «Ammazzalo.» Mi mordo le nocche ma non piango.
Nel mondo che la scrittrice ci propone la magia esiste e pochi individui, gli Incanti, sanno come utilizzarla. Gli Incanti sono nettamente divisi in Bianchi e in Neri, due classi sociali che da sempre cercano di sopportarsi per sopravvivere, ma se c'è una cosa che il Consiglio degli Incanti Bianchi vuole fare... è eliminare definitivamente i Neri, perchè loro sono la personificazione del "male", o almeno così sembrerebbe. Nathan è l'eccezione.
Figlio di una madre Bianca e del Nero più importante e forte di tutti i tempi, Marcus.  Cresce nella famiglia materna, evitato da tutti, insultato dalla sorellastra Jessica, perseguitato dal Consiglio che non si fida di lui e anno dopo anno ne limita la libertà, fino a rinchiuderlo in una gabbia lontano dalle uniche persone che sembrano averlo amato: il fratellastro Arran, sua nonna e la dolce e bellissima Annalise. Ho trovato che l'intero romanzo fosse una sorte di introduzione a quella che poi sarà la vera storia, semplicemente perchè il protagonista racconta tramite flashback quello che gli è successo prima di essere rinchiuso nella gabbia e quello che accade nei mesi successivi. La storia infatti non è caratterizzata da colpi di scena eclatanti, ma comunque getta le basi per il secondo romanzo. La storia è commovente, un bambino che fin dai primi anni di vita ha vissuto credendo che la sua nascita fosse la causa di tutto: della morte del padre dei fratellastri, ucciso da Marcus, e sopratutto il suicidio della madre disperata. 
Trovo anche che grazie a questo romanzo possiamo meditare sulle decine di parole che utilizziamo spesso per catalogare un persona, parole che vengono utilizzate per offendere e quasi sempre ci riescono. Quindi al diavolo chi dice che nei romanzi di genere fantasy o YA non ci sia un messaggio che l'autore vuole comunicare al lettore.
Ogni respiro deve essere prezioso e deve significare qualcosa, deve essere importante.
Lo stile dell'autrice è fluido, accattivante... crea dipendenza e non si riesce a togliere lo sguardo dalle pagine, un po' come quando la mattina fa freddo e tu vorresti solo rimane nel tuo caldo lettuccio.
Una cosa al quanto insolita e di grande effetto è la scelta di iniziare e terminare il romanzo in seconda persona: l'autrice ti rende il protagonista della storia. Tu sei Nathan. Tu sei il Mezzo Codice. E devi ucciderli, tutti. (con la mia goffaggine mi ucciderebbero prima loro XD).
Nathan è un personaggio complesso, pieno di sfaccettature e di punti che il lettore non vede l'ora di studiare e capire.
Tornando alla sua storia. Nathan ha rapporti solo con la sorella Deborah e il fratello Arann, ma durante il suo quattordicesimo anno incontra una ragazza Bianca di nome Annalise. E lì sono partite le varie SHIP. Li adoravo, parlo al passato perchè... No è troppo Spoiler, ma comunque durante la lettura del primo romanzo ero completamente innamorato di quella coppia.
Poi però è arrivato Gabriel, insomma Nathan e Gabriel sono la cosa più dolce del mondo, grandi amici e forse molto di più; ero confuso perchè non sapevo chi volevo vedere insieme a Nathan, ma dopo aver letto il secondo decisamente voto per Gabriel.
In sostanza vi consiglio questa lettura perchè è travolgente, non tanto originale, ma comunque unica. 
voto:

Condividete la mia recensione e se vi è piaciuta commentatela facendomi sapere se avete letto il romanzo, perchè io ho un bisogno estremo di sfogarmi con qualcuno!

3 commenti:

Sara.88 ha detto...

Devo assolutamente leggerlo, sino ad ora ho letto solo pareri positivi su questa serie e la mia curiosità ormai è alle stelle ;)

Loreena McKenzie ha detto...

Oh mio Dio, mi hai contagiata con questa recensione. In questo momento ho una voglia disperata di fiondarmi da qualche parte per comprarlo. Da come l'hai descritto, sembra un libro molto accattivante e soprattutto coinvolgente... sì, decisamente entrerà nella mia wish list xD

Antonio GoodReader ha detto...

Mi fa piacere sapere che le mie recensioni riescono a invogliare il lettore all'acquisto del romanzo. Te lo consiglio molto, soprattutto se sei una persona che ama identificarsi nelle storie e anche se hai la necessità di leggere qualcosa che ti rimarrà impressa e che ti farà cambiare idea su molte cose.

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